Direttiva 2012/27/UE (parte 3 – audit energetico)

Terzo appuntamento dedicato ad approfondire alcuni punti della nuova direttiva sull’efficienza energetica 2012/27/UE in vigore dal 04.12.2012 e da recepire entro il 05.06.2014
 

Uno degli aspetti più importanti della direttiva è l’obbligo di audit energetico, a partire dal 5 dicembre 2015, per le grandi imprese (non PMI) da ripetersi almeno ogni 4 anni.

Si tratta di un passaggio molto importante sostanzialmente per 2 motivi:

1- ha natura cogente in un contesto che, fino ad oggi, è stato di volontarietà e opportunità economica e ambientale (a parte gli obblighi, molto leggeri peraltro, della L. 10/91);

2- ricalca, nella sostanza, le indicazioni contenute nella norma ISO 50001 al par. 4.4.3 (energy review) e richiama l’obbligo, per gli Stati membri di individuare sistemi di qualificazione o certificazione per i fornitori di audit energetici, entro il 31 dicembre 2014. Questi fornitori devono essere effettuati da esperti qualificati in modo indipendente (questo aspetta richiama, per l’Italia, la norma UNI 11339)

Il p.24 delle premesse specifica infatti che “Gli audit energetici dovrebbero tener conto delle pertinenti norme europee o internazionali, quali EN ISO 50001 (sistemi di gestione dell’energia), o EN 16247-1 (audit energetici) o, se includono un audit energetico, EN ISO 14000 (sistemi di gestione ambientale) e pertanto essere in linea anche con le disposizioni dell’allegato VI“.

L’all. VI specifica i criteri minimi per gli audit energetici (art. 8), inclusi quelli svolti all’interno dei sistemi di gestione dell’energia (SGE):

a) sono basati su dati operativi relativi al consumo di energia aggiornati, misurati e tracciabili e (per l’energia elettrica) sui profili di carico;

– è un’indicazione più stringente rispetto a ISO 50001 che, al p. 4.4.3-a prevede l’analisi basata su misurazioni o altri dati (stime)

b) comprendono un esame dettagliato del profilo di consumo energetico di edifici o di gruppi di edifici, di attività o impianti industriali, ivi compreso il trasporto;

– Accredia, in RT32, specifica già molto bene la necessità di inserire nel campo di applicazione del SGE anche i trasporti

c) ove possibile, si basano sull’analisi del costo del ciclo di vita, invece che su semplici periodi di ammortamento, in modo da tener conto dei risparmi a lungo termine, dei valori residuali degli investimenti a lungo termine e dei tassi di sconto;

– ampiamente indicato anche in ISO 50001 al p.4.5.7

d) sono proporzionati e sufficientemente rappresentativi per consentire di tracciare un quadro fedele della prestazione energetica globale e di individuare in modo affidabile le opportunità di miglioramento più significative.

– anche qui i collegamenti sono con la ISO 50001 al 4.3-a, 4.4.1 e 4.4.3-c.

 

 

 

 
By | 2014-03-20T17:07:00+00:00 marzo 20th, 2014|Home, Norme tecniche|0 Comments

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