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Corso EGE – UNI CEI 11339:2009

Corso EGE – UNI CEI 11339:2009

Concluso con successo il Corso per esperto in gestione dell’energia (riconosciuto AICQ-SICEV) – ( rif. UNI CEI 11339:2009 ) presso il MASTER IN GESTIONE AMBIENTALE STRATEGICA dell’Università di Padova. Il corso, qualificato AICQ SICEV, dà la formazione base ed è funzionale al percorso di certificazione delle professioni per lo schema Esperto in Gestione dell’Energia (EGE) secondo la norma UNI CEI 11339 in accordo con la norma ISO 17024.

Il Master erogato da CSQA, è stato tenuto da Daniele Sogni, Digital & Energy innovation manager e Data analyst for energy & digital applicationspresso e4saving.

OBIETTIVI del corso EGE – UNI CEI 11339:2009 sono: 

  • preparare i partecipanti al superamento degli esami per il riconoscimento della qualifica di EGE
  • indicare il contesto operativo entro cui l’EGE può operare
  • fornire la conoscenza delle linee guida per la gestione efficiente dei principali usi energetici nel settore industriale e servizi
  • fornire le basi di conoscenza per gli audit energetici
  • presentare le modalità per il riconoscimento e il mantenimento della qualifica di EGE.
  DESTINATARI
Il Corso EGE – UNI CEI 11339:2009 è destinato ai responsabili tecnici, responsabili di manutenzione, tecnici di Energy Service Company (ESCo), società di servizi e consulenti. La norma è compresa nella serie normativa redatta in base all’art. 16 del D.Lgs 115/2008 sull’efficienza energetica ed offre un quadro completo e preciso per la realizzazione dell’analisi energetica per aziende produttive e del terziario.
  CONTENUTI
  • le principali norme legislative e tecniche in materia di gestione dell’energia
  • il mercato dell’energia, le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica
  • le modalità di esecuzione di una diagnosi energetica
  • le principali tecnologie per l’efficienza energetica in ambito industriale e dei servizi
  • l’analisi delle norme della serie UNI 11xxx

Durante il corso verranno svolti esercizi, discussioni in aula e illustrati casi pratici per favorire l’apprendimento degli argomenti.

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Norme tecniche per la diagnosi energetica

Con la pubblicazione del D.Lgs. 102/2014, sta crescendo l’attenzione degli operatori per i criteri da rispettare al fine di eseguire una diagnosi conforme ai requisiti indicati nell’all. II dello stesso decreto.

Tale allegato infatti purtroppo non è sufficientemente chiaro in termini di criteri oggettivi dovendo invece indicare i principi fondamentali cui la diagnosi deve ispirarsi (es. ” comprendono un esame dettagliato del profilo di consumo energetico di edifici o di gruppi di edifici, di attività o impianti industriali, ivi compreso il trasporto” fino a quale livello? Oppure “sono proporzionati e sufficientemente rappresentativi per consentire di tracciare un quadro fedele della prestazione energetica globale e di individuare in modo affidabile le opportunità di miglioramento più significative” cosa si intende per sufficientemente rappresentativi?).

In attesa dei chiarimenti che dovrebbero essere disponibili entro la fine dell’anno, lo stato di fatto delle normative tecniche disponibili per eseguire una diagnosi oggi comprende:

UNI CEI TR 11428:2011:  rapporto tecnico che definisce i requisiti e la metodologia comune per le diagnosi energetiche nonché la documentazione da produrre. Non è specifico per singoli usi energetici e non è una norma (è un rapporto tecnico)

ISO 50002 Energy audits — Requirements with guidance for use:  elaborata dall’ISO/TC 242 “Energy management” specifica i requisiti per svolgere un audit energetico condotto secondo la ripartizione in usi energetici già definiti nella ISO 50001. Prevede i segg. passaggi chiave (con i relativi p. norma):

energy audit planning (5.2);
opening meeting (5.3) and data collection (5.4);
measurement plan (5.5);
conducting the site visit (5.6);
analysis (5.7);
energy audit reporting (5.8);
closing meeting (5.9).
UNI CEI EN 16247-1-2-3-4: sono i recepimenti italiani delle norme europee della famiglia 16247 che specificano rispettivamente:

16247-1: requisiti generali
16247-2: edifici
16247-3: processi (industria)
16247-4: trasporto
A questo punto la domanda più che lecita è… quale norme occorre usare?

A far un po’ di chiarezza ci ha pensato il CTI che ha specificato recentemente che “al momento la situazione è tale per cui a livello europeo e nazionale la norma di riferimento è, e rimane, la EN 16247, recepita in Italia come UNI CEI EN. Questo anche perché la ISO 50002 non è stata recepita dai Paesi europei; non poteva essere altrimenti dato che le regole della normazione impediscono all’Europa e ai Paesi membri di recepire/adottare due norme diverse sullo stesso argomento”.

CTI inoltre aggiunge che per quanto riguarda l’UNI CEI TR 11428 sulle diagnosi energetiche, “il RT ha carattere informativo ed era stato prodotto per colmare il vuoto in attesa dell’uscita delle norme europee. Ora che le EN 16247 sono disponibili (a breve ci saranno anche le versioni in lingua italiana) il CTI si appresta a mettere in revisione il citato Rapporto Tecnico per farlo diventare, qualora se ne ravvisasse la necessità, una linea guida integrativa ed esplicativa delle 4 EN”

Infine, il CTI ribadisce il concetto che la serie UNI CEI EN 16247 è ad oggi l’unica norma tecnica sulle diagnosi energetiche vigente in Italia.

 

Art. 8 D.Lgs. 102/2014: come un obbligo può diventare un’opportunità

Ho sempre personalmente temuto che il passaggio da un sistema di totale volontarietà a un contesto in cui l’efficienza energetica sarebbe diventata “obbligatoria” per legge potesse creare le classiche scappatoie all'”italiana”.

Nei diversi SGE (sistema di gestione dell’energia ISO 50001) che ho conosciuto (come consulente o auditor) ho però sempre avuto conferma dei grandi benefici che questi sistemi POSSONO portare all’impresa se implementati EFFICACEMENTE e non sulla “carta”.

Nel caso in cui i soggetti obbligati secondo l’art. 8 vogliano soddisfare questo obbligo nel modo migliore, al posto della diagnosi energetica, il consiglio è di implementare un SGE.

Quanto costa? A volte poco o nulla.

E’ uscito il D. Lgs. 102 – recepimento della Dir. 27/2012/UE – qualche chiarimento

Come saprete ormai tutti, è finalmente in vigore il decreto che recepisce in Italia la dir. 27/2012/UE destinata a dare nuovo impulso al raggiungimento dell’ultimo obiettivo del pacchetto 20-20-20 rimasto decisamente indietro… (relativo alla riduzione del consumo energetico del 20%).

In queste prime settimane abbiamo avuto modo di leggere più volte il testo e di condividere i passaggi più importanti (es. art. 8) ma, purtroppo, ci sono molti punti poco chiari.

In attesa di nuove da chi di competenza, condivido qualche definizione che credo serva a capire la portata di questo decreto. Partiamo con i soggetti obbligati dell’art. 8:

A) Grande Impresa. Impresa che occupa piu’ di 250 persone E il cui fatturato annuo supera i 50 M€ O il cui totale di bilancio (attivo stato patrimoniale) annuo supera i 43 M€. Queste imprese rientrano nell’articolo 8, comma 1 del 102/14 SE E SOLTANTO SE NON SONO Imprese a forte consumo di energia e, in tale ipotesi, NON sono soggette all’obbligo di diagnosi se hanno implementato un SGA conforme a ISO 14001 con diagnosi energetica o un SGE conforme a ISO  50001.

B) Impresa a forte consumo di energia. Questo è un insieme più vasto degli energivori elettrici. Comprende anche le Grandi Imprese se rispettano i parametri. Sono le imprese per le quali, nell’annualità di riferimento, si sono verificate entrambe le seguenti condizioni:

– abbiano utilizzato, per lo svolgimento della propria attività, almeno 2,4 GWh di energia elettrica oppure almeno 2,4 GWh di energia diversa dall’elettrica;
– il rapporto tra il costo effettivo del quantitativo complessivo dell’energia utilizzata per lo svolgimento della propria attività e il valore del fatturato non sia risultato inferiore al 3%

Queste Imprese NON sono soggette all’obbligo di diagnosi  (art. 8, comma 3 del decreto) SE E SOLTANTO SE hanno implementato un SGE conforme a ISO  50001.

C)  Imprese a forte consumo di energia ELETTRICA. Questo è un sottoinsieme delle imprese al punto B). Sono le imprese per le quali, nell’annualità di riferimento, si sono verificate le seguenti 3 condizioni:

– abbiano utilizzato, per lo svolgimento della propria attività, almeno 2,4 GWh di SOLA energia elettrica;
– il rapporto tra il costo effettivo del quantitativo complessivo dell’energia elettrica utilizzata per lo svolgimento della propria attività e il valore del fatturato non sia risultato inferiore al 2%;
– codice ATECO prevalente relativo ad attività manifatturiere (codici da 10.xx.xx a 33.xx.xx).

Queste Imprese NON sono soggette all’obbligo di diagnosi  (art. 8, comma 3 del decreto 102/14) SE E SOLTANTO SE hanno implementato un SGE conforme a ISO  50001.

 



 

Nuova edizione 11352 – 2° approfondimento

Dopo l’entrata in vigore il 17/04/2014 della UNI CEI 11352:2014, in sostituzione della prima edizione 11352:2010, vediamo qualche altro spunto di approfondimento:

qualificazione dei fornitori: è utile ricordare che il d.lgs 115/08, all’art. 16 richiede, allo scopo di promuovere un processo di incremento della qualità e competenza tecnica, un’apposita norma tecnica per le ESCo. Più recentemente il DMSE 28/12/2012, all’art. 7 ha anticipato  l’obbligo di certificazione delle ESCo ai fini della partecipazione al meccanismo dei TEE, obbligo ora dichiarato nella bozza di decreto di recepimento della dir. 2012/27/UE (EED) in discussione in queste settimane al Senato che impone la qualifica agli operatori (ESCo ed EGE) decorsi 24 mesi dall’entrata in vigore del d.lgs. per partecipare al meccanismo.

esigenze della nuova edizione: l’aggiornamento della norma è stato giustificato dalla necessità di stralciare il capitolo dei servizi di miglioramento dell’efficienza energetica alla UNI CEI EN 15900 e approfondire meglio la verifica dei requisiti per gli audit interni ed esterni (in attesa del regolamento specifico da parte di Accredia).

le novità della norma, già anticipate nel post del 27/04 sono:

  •  capacità di svolgere le attività obbligatorie e non solo di poterle offrire (es. diagnosi energetica, analisi di fattibilità, progettazione e realizzazione degli interventi, ecc.)
  • disponibilità dei dati raccolti al cliente anche per un’eventuale approfondimento futuro con altro fornitore
  • al fine di migliorare la verifica dei requisiti e delle capacità è stata rafforzata l’appendice per il controllo dei requisiti con l’aggiunta della presenza di evidenze oggettive (contratti, certificazioni, ecc.)
  • i contenuti minimi dell’offerta contrattuale per il servizio di miglioramento dell’efficienza energetica sono stati adeguati all’all. Xlll della dir. 2012/27/EU
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